Sistemiamo tutto prima!

Tu hai una bella idea per tutelare chi fa compravendite immobiliari. Poi scrivi articoli sulla conformità urbanistico catastale. Racconti di quanto è importante la trasparenza nelle compravendite. Poi arriva qualcuno che ti dice: “vabbè dai chiudi un occhio è solo una tettoia”. Rispondo io: se è solo una tettoia la smontiamo e facciamo una pratica edilizia per installarla in maniera legittima”. “Eh si, ma mi ci vogliono almeno € 2000: dai facciamo prima, tu dichiari che la tettoia non ci sta”. Ecco, sono situazioni in cui non mi ci vorrei più trovare: una compravendita immobiliare non è uno scherzo e non è uno scherzo neanche il penale, visto che l’edilizia vi rientra tutta in caso di abusi e dichiarazioni mendaci. Cambiamo atteggiamento, tecnici, agenti immobiliari, proprietari e acquirenti. Se c’è da sistemare una situazione… OK sistemiamola in maniera corretta.

Dal Notaio per vendere e comprare casa

Vi siete mai trovati nella condizione di arrivare dal notaio per stipulare una compravendita e solo in quel momento qualcuno si è accorto che la casa non era vendibile? Succede molto più spesso di quanto si possa immaginare. E a volte qualcuno lo fa succedere apposta per incassare il doppio della caparra data in fase di proposta di acquisto. Ok. Siamo ottimisti. Pensiamo che nessuno ci voglia truffare. Però, visto che ci siamo, mettiamoci al riparo da qualsiasi sorpresa. Se siamo acquirenti pretendiamo di avere una relazione urbanistico-catastale prima di fare la proposta di acquisto, in modo tale da sapere se la casa è veramente già a posto o sono in corso delle procedure edilizie e catastali da parte di tecnici competenti per legittimare lo stato attuale dell’immobile. Se siamo proprietari scopriamo se la nostra  casa è già vendibile così come noi pensiamo o ha bisogno di qualche piccolo o grande “ritocco” tecnico prima di dormire sonni tranquilli. Sia che siamo proprietari sia che siamo acquirenti pretendiamo che l’agente immobiliare che ci segue collabori già dalle prime fasi dell’incarico con un tecnico che lo affianchi per accertare o per raggiungere, in caso di difformità o anomalie, la vendibilità della nostra casa. Proprietari o acquirenti: tuteliamoci facendoci seguire da professionisti competenti e organizzati.

La Relazione di Conformità Urbanistico-Catastale

 

Acquistare una casa è una decisione importante, e l’operazione deve essere supportata da analisi e verifiche che evitino cattive sorprese al momento del rogito e dopo l’acquisto.

Prescindiamo qui dalle verifiche statiche e da difetti di costruzione, per i quali sarebbe opportuno eseguire verifiche documentali e strumentali particolari e specifiche: ci occupiamo ora solo delle verifiche tecniche di conformità edilizi e catastale.

La Relazione Tecnica di Conformità Urbanistico-catastale è una perizia tecnica, redatta da un professionista abilitato, che attesta o meno che la situazione di fatto, cioè lo stato fisico reale e documentale dell’immobile, sia legittima e conforme sia dal punto di vista edilizio sia dal punto di vista catastale. (altro…)

Aboliamo gli appalti pubblici

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Vediamo in maniera semplice come funzionano gli appalti pubblici e perché abolirli darebbe grossi vantaggi ai cittadini. 

Gli appalti si dividono in appalti per cose utili e appalti per interessi di pochi. 

Lasciando stare quelli per interessi che sono troppo al di sopra del nostro target di oggi (c’è un’azienda grande che vince l’appalto e prende tanti soldi, subappalta a tante aziende piccole che vengono affamate e che danno di conseguenza un servizio scarso o incompleto) parliamo di quelli per le cose utili: la manutenzione delle strade, la manutenzione del verde, la manutenzione di impianti tecnologici pubblici come un aeroporto. Si parte da un progetto fatto dai tecnici della società committente o molte volte commissionato ad una impresa esperta in quella specifica tipologia di lavori. 

Chiaramente con questa seconda alternativa il committente risparmia sui costi della progettazione è l’impresa può aspettarsi un grosso vantaggio in fase di offerta, visto che il progetto lo conosce bene e conosce bene quali sono i margini veri di guadagno. 

Si arriva all’offerta, e qui le imprese si suicidano, apparentemente, offrendo anche fino al 50% di ribasso. Il che significa a prima vista o che il progettista non ci ha capito niente o che sotto sotto c’è qualcosa di misterioso. 

Niente di così misterioso, anzi piuttosto semplice: chi vince ha ribassato l’offerta sapendo che le varianti in corso d’opera ci faranno triplicare la cifra della base d’asta. 

Un guazzabuglio di meschini sotterfugi, tipo l’impegno del ribasso, tipo non posso proseguire il lavoro perchè sono finiti i soldi, tipo ma si, mettiamo meno calcestruzzo tanto che vuoi che succeda, il tutto per arrivare ai guadagni desiderati, con servizio tecnico scadente e risultati disperati, lavori interrotti e fine lavori sempre più all’orizzonte. 

Che dire poi degli appalti di manutenzione degli impianti? 

Si fa una appalto per la manutenzione ordinaria, si vince a basso costo e si guadagna tantissimo sulle manutenzioni straordinarie, non previste dalla gara, ma che poi saranno gestite dalla stessa ditta e magari con funzionari accondiscendenti che firmano e accertano sostituzioni di macchinari senza che in realtà queste siano state eseguite. 

Si sono accuse pesanti, ma vi assicuro che è così! 

E allora non facciamo più gare d’appalto da assegnare a una singola impresa. 

Prepariamo un progetto ben fatto con costi appropriati: 

esistono i prezzari regionali e quelli della DEI! 

Basiamoci su quelli per fare i prezzi, non di una gara, ma di un lavoro da fare, e se questo lavoro magari è la manutenzione delle strade o del verde distribuiamo il lavoro tra varie imprese qualificate con idoneità tecnico professionale che si divideranno il lavoro e finalmente daranno servizi adeguati. 

Pensate a una società di manutenzione giardini che si occupa soltanto di una parte di un quartiere, ma con un servizio costante tutti i giorni: l’appalto non sarà più di milioni di Euro che non si sa che fine faranno, ma di qualche decina o qualche centinaio di migliaia di Euro all’anno per ogni impresa. 

E il vantaggio per i cittadini di avere un servizio certo sarebbe enorme. 

Se poi una ditta lavora male… beh gli si toglie il lavoro!

Questa non è una provocazione: è una proposta concreta per fornire servizi concreti ai cittadini.

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